Mons. Gardinali, apostolo della carità
Una Santa Messa di suffragio sarà celebrata domenica 23 gennaio, alle ore 18, nella chiesa di S. Archelao a Castelverde
Castelverde 10_01_2022 Il 12 gennaio 1943 spirava mons. Pietro Gardinali, parroco di Castagnino Secco e fondatore dell’Opera Pia Ss. Redentore di Castelverde. La Fondazione e la Comunità parrocchiale pregheranno per lui durante la Santa Messa di domenica 23 gennaio, alle ore 18, nella chiesa di S. Archelao. Insieme a lui saranno ricordati Valerio Farina, giovane presidente deceduto il 16 gennaio 1991 e tutti i fondatori di questa “cittadella della carità” che da oltre 120 anni si pone a servizio dei più fragili della nostra società, anziani e diversamente abili.
Mons. Gardinali nacque a Carpaneta Dosimo il 29 giugno 1866, da una povera e religiosissima famiglia. Il 21 dicembre 1889, nella cappella privata del palazzo vescovile, venne consacrato sacerdote, insieme ad un suo condiscepolo, ambedue troppo giovani per essere ordinati alla scadenza estiva.
Mons. Bonomelli, che fin da subito comprese le sue capacità e il suo zelo apostolico, lo mandò vicario a Cignone, poi nel 1891 lo trasferì a Stagno Lombardo, un paese di maggiore impegno pastorale, dove il parroco mons. Ferdinando Mori era occupato nella direzione della nuova casa di riposo da lui fondata: un modello che sarà fonte di ispirazione per il novello presbitero.
Nel gennaio 1895 la nomina a Castagnino Secco. Bonomelli lo presentò ai fabbricieri con queste lusinghiere parole: “Vi mando un prete santo: amatelo e siategli ubbidienti”. Il festoso ingresso si tenne il 3 marzo successivo: non aveva ancora 29 anni, era il più giovane parroco della diocesi.
Subito la popolazione capì di che tempra era fatto: il sentimento e la pratica religiosa erano molto vivi in paese, ma c’erano anche tante divisioni e lacerazioni. Egli, con pazienza e sapienza, riuscì a portare pace tra le diverse fazioni e a far crescere ancora di più la devozione in quello che era conosciuto da tutti come il “giardino della diocesi”. Fu un grande sostenitore dell’associazionismo laicale, in modo particolare dell’Azione Cattolica e della San Vincenzo, dell’oratorio, della catechesi dei fanciulli che incrementò fortemente grazie anche all’aiuto di tanti vicari che lo stimarono e lo tennero come prezioso consigliere spirituale.
Il suo ardente amore per il prossimo lo portò a realizzare quel progetto che da alcuni decenni altri cristiani – il suo predecessore don Mondini soprattutto – avevano solo accarezzato: la costruzione di un ospedalino per i cronici del paese. Si circondò di persona dalla fede cristallina, da una carità senza misura e da un profondo senso pratico: il dottor Ercolano Cappi, Primo Ferrari – che sarà il primo presidente dell’Opera Pia – il signor Baltieri e tanti altri.
Per Gardinali e i suoi collaboratori il miglior frutto del Giubileo della Redenzione (1900), il più bel messaggio evangelico in onore del Salvatore del mondo non poteva essere che un luogo di accoglienza per i più fragili: ecco perché volle intitolare la struttura a Cristo Redentore! La collaborazione con San Francesco Spinelli, con il quale intrattenne una interessante corrispondenza epistolare, portò a Castagnino Secco le suore Adoratrici (prima c’erano le Canossiane) che restarono per molti anni e che contribuirono fortemente a creare quel clima di famiglia tanto importante per i disabili e gli anziani.
Il 20 marzo 1901 prese, dunque, il via i lavori di costruzione dell’ospedale, il cui funzionamento fu autorizzato dal Prefetto di Cremona il 10 giugno 1902, mentre l’apertura seguì a pochi giorni di distanza il 1° luglio 1902. Un registro di allora contava diciassette ammalati dei comuni di Castelverde e Tredossi. Successivamente il numero degli Ospiti crebbe insieme alle esigenze assistenziali. La struttura venne allargata con la costruzione di due infermerie per cento posti letto ed una cappella per il culto. A partire dal 1931, anno in cui l’Opera Pia venne eretta ad ente morale e diventò I.P.A.B. (Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza), si aprirono nuove prospettive di azione, prima (1932) con la creazione della “Casa S. Giuseppe” per disabili, poi (1933), su progetto dell’ing. Giulio Ceruti, con la costruzione della Scuola Materna, in capo alla fondazione fino al 2005.
All’età di 76 anni, il 12 gennaio 1943, mons. Gardinali – che qualche anno prima era stato insignito del titolo di Cameriere Segreto di Sua Santità – rese l’anima a Dio. Le esequie furono imponenti: a celebrerà il rito giunse mons. Carlo Boccazzi, parroco della Cattedrale e vicario del suburbio, il Rettore del Seminario e tanti sacerdoti della diocesi. L’Ospedale del Ss. Redentore fu erede generale dei suoi beni terreni.
