“L’Opera Pia? Un cantiere di anime!”
Grande partecipazione ed entusiasmo per l’incontro con mons. Napolioni nel pomeriggio di sabato 29 Giugno. Prima la visita nei reparti e poi la Messa all’aperto
Castelverde 02
_07_2024: Era nato sulla spinta del Giubileo del 1902 e dopo 122 anni si appresta a celebrare un altro Anno Santo con la freschezza e l’entusiasmo dei suoi illuminati fondatori, mons. Gardinali, Primo Ferrari e tanti altri ardenti e concreti cattolici. La Fondazione Opera Pia SS. Redentore Onlus di Castelverde, sabato 29 Giugno, ha accolto con tutti i crismi della solennità il Vescovo Antonio per condividere con lui un momento di festa e per fare il punto sul lavoro del Consiglio di Amministrazione che proprio a metà luglio conclude il suo mandato.
Ad accogliere il presule il presidente, don Claudio Rasoli, il parroco e consigliere don Giuliano Vezzosi, il direttore generale, dottor Fabio Bertusi e il direttore sanitario, dottor Andrea Visigalli con i coordinatori d’area, Licia Pini, Benedetta Ferrari, Stefano Bertelli.
La visita è iniziata poco prima delle 16 in Casa San Giuseppe, la residenza per diversamente abili che accoglie 60 persone. L’irresistibile allegria e cordialità degli ospiti ha contagiato mons. Napolioni che si è intrattenuto brevemente con tutti, ricevendo da qualcuno anche dei piccoli doni. Per tutti una immaginetta dei Santi Pietro e Paolo e la benedizione episcopale.
È seguita poi la visita alla RSA che accoglie 140 anziani divisi in sei nuclei su tre piani. In ogni reparto il Vescovo si è intrattenuto con gli ospiti, offrendo a ciascuno l’immagine sacra, ma soprattutto una parola di incoraggiamento e l’invito a pregare per le necessità del mondo esterno che ha un assoluto bisogno di Dio.
Mons. Napolioni, tra uno spostamento e l’altro, ha voluto conoscere le dinamiche di reparto dal dottor Visigalli e i progressi del cantiere per l’efficientamento energetico e l’adeguamento sismico finanziati dal 110% dal dottor Bertusi.
Alle 17.00, nel magnifico parco, presso l’anfiteatro del Redentore, vestito a festa, mons. Napolioni ha presieduto l’Eucaristia concelebrata da don Rasoli, don Vezzosi e dal vicario dell’unità pastorale “Madonna della Speranza” don Alex Malfasi. Ad animare la solenne liturgia la Schola Cantorum di Castelverde diretta dal maestro Giorgio Scolari.
Presenti tutte le autorità cittadine: il sindaco Graziella Locci, la vice Cinzia Vuoto, gli assessori Amadini e Rigoni, il comandante della stazione dei Carabinieri De Carli, il comandante della polizia locale Salimbeni, il presidente di SIAMONOI Claudio Bodini, quello di Unitalsi Cremona Tiziano Guarneri e i vertici di tutte le associazioni di volontariato castelverdese: Pro Loco, Avis, Aido, Auser, San Vincenzo.
In prima fila i consiglieri uscenti Francesco Longo e Francesca Mondini con a fianco il presidente di ARSAC Giovanni Scotti e il senatore Walter Montini.
Nell’omelia il Vescovo ha commentato con intensità il Vangelo della domenica ricordando che la risurrezione di Gesù è il grande miracolo a cui tutti possono attingere: “Gesù – ha affermato – non muore più in noi, tra noi e per noi. E quando celebriamo l’Eucaristia noi possiamo fare esperienza di questa vita che continuamente ci trasmette”. Quindi lo sguardo si è volto alla Fondazione e a chi la abita, in particolare gli anziani: “Chi abbonda di salute e giovinezza la condivida con chi ne a meno, ma voi chi siete anziani potete condividere la vostra esperienza, la vostra saggezza, la vostra preghiera e soprattutto potete testimoniare la bellezza del confidare soltanto in Dio”. Infine l’invito affinché l’Opera Pia non sia solo un cantiere di muri, ma soprattutto di anime, che si preparano all’incontro bello e definitivo con Dio.
Al termine dell’Eucaristia il presidente, don Claudio Rasoli, ha portato il saluto di tutta la Fondazione: “La salutiamo e la ringraziamo per questa gradita e attesa visita nel bel mezzo di un cantiere: ai primi di maggio abbiamo iniziato, su buona parte degli immobili, il cantiere per l’efficientamento energetico e il miglioramento sismico finanziati con il superbonus del 110%. L’anno prossimo ci sarà consegnata una struttura completamente rinnovata esternamente, anche negli infissi, che non solo risparmierà, ma anche produrrà energia grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici. La nostra Fondazione sarà parte integrante della costituenda Comunità Energetica promossa, grazie alla diocesi di Cremona, unitamente al Comune, all’unità pastorale “Madonna della Speranza” e ad altri soggetti”.
E poi ha aggiunto: “Abbiamo investito anche negli ambienti interni, quest’anno soprattutto in RSD. A Casa San Giuseppe abbiamo completamente rinnovato l’impianto di climatizzazione, installato un solare termico per la produzione di acqua calda e stiamo rifacendo buona parte dei servizi igienici: finora abbiamo speso più di 200.000 euro. Tanti sono i progetti in cantiere anche negli spazi interni della RSA che comincia a sentire il peso degli anni”.
Quindi uno sguardo ai numeri: “Guardiamo con fiducia al futuro grazie all’azione coraggiosa, lungimirante e intelligente del nostro direttore generale, dottor Fabio Bertusi. La situazione economico-finanziaria direi che, attualmente, è ottima: abbiamo approvato il bilancio 2023 con un attivo significativo – oltre 660.000 euro – e abbiamo chiuso il mutuo ipotecario di 1.400.000 euro acceso il 6 marzo 2012 per l’ampliamento della RSD. Un grazie va al Consiglio di Amministrazione – Francesca Mondini, Linda Cottarelli, Francesco Longo, don Giuliano Vezzosi – che in questi anni ha affrontato tanti problemi, tante difficoltà, tante sfide, ma sempre con coesione e unità di intenti. A luglio si insedierà un nuovo Consiglio che troverà solide basi per continuare a progettare il futuro ben coadiuvato dal nostro revisore dei conti, dottor Andrea Gamba”.
Don Rasoli ha rimarcato anche l’attenzione al benessere dei lavoratori: “In questi mesi, grazie all’inserimento di nuove figure apicali, sono stati rivoluzionati totalmente i piani di lavoro, la turnistica e l’organizzazione generale in RSA con un impatto decisamente positivo sulla cura dei pazienti e sul lavoro dei dipendenti: un grandissimo plauso va al nostro giovane e determinato direttore sanitario, dottor Andrea Visigalli, ai suoi più stretti collaboratori, il dottor Stefano Bertelli e la dottoressa Benedetta Ferrari, senza dimenticare i medici dottoressa Roncaletti e il dottor Spoldi. Lo dico incrociando le dita: ci sono anche timidi segnali di ripresa delle assunzioni di ASA e OSS che sono le figure più richieste. Casa San Giuseppe, con i suoi 60 ospiti diversamente abili, è il nostro vanto, soprattutto in questi ultimi anni sono stati concretizzati tanti progetti per rendere gli utenti veri e propri cittadini attivi. Ringrazio tutti gli operatori e in modo particolare i coordinatori Alfredo Spagnoli e Licia Pini ben coadiuvati dalla dottoressa Carla Brocchieri. Un grazie va naturalmente anche al medico di reparto, dottor Segalini”
E dopo aver avuto parole di grande riconoscenza per istituzione, associazioni e quanti sul territorio amano e sostengono la Fondazione don Rasoli ha voluto rivolgere un pensiero commosso e sincero a tutto il personale: “Il più grande e sentito ringraziamento, però, va ai nostri dipendenti che in questi mesi hanno dimostrato un grande spirito di sacrificio, di dedizione oltre che una professionalità e un’umanità impareggiabili. Cercheremo in tutti i modi di premiare la loro fedeltà e abnegazione! Già alcuni segnali li abbiamo dati trasformando le ASA che hanno conseguito il titolo in OSS, liquidando mensilmente le ore straordinarie per il personale di contatto, aumentando notevolmente i premi di rientro. Non da ultimo l’accordo ponte siglato tra Aris e Sindacati ha permesso un significativo aumento di stipendio in vista del rinnovo del contratto fermo, purtroppo, da 12 anni!”.
Terminata l’Eucaristia ospiti, familiari, autorità e amici dell’Opera Pia si sono trattenuti al ricco rinfresco ottimamente preparato da alcune signore dell’Unità Pastorale.
