Il Vescovo Antonio in visita all’Opera Pia

Giovedì 19 maggio mons. Napolioni ha recitato il Rosario nel parco della Fondazione e ha incontrato gli ospiti di RSA e RSD

Castelverde 19_05_2022: Pomeriggio di preghiera e di festa quello vissuto giovedì 19 maggio alla Fondazione Opera Pia Ss. Redentore di Castelverde. Alle 16 in punto il vescovo, mons. Antonio Napolioni, ha fatto visita alla struttura, ha pregato il S. Rosario con gli ospiti della RSA e con una nutrita delegazione dei ragazzi di Casa San Giuseppe e infine ha visitato i reparti consegnando a ciascuno un’immaginetta benedetta della grotta di Lourdes, il santuario mariano francese che nelle settimane scorso ha visto il presule pellegrino insieme ad una nutrita delegazione cremonese.

Ad accogliere il Vescovo, che all’ingresso si è intrattenuto anche con gli ospiti del Centro Diurno, il presidente don Claudio Rasoli, il parroco dell’unità pastorale, don Giuliano Vezzosi, il nuovo direttore generale, dottor Fabio Bertusi, il direttore sanitario, dottor Marco Consolandi. Presente alla preghiera anche il sindaco di Castelverde, dottoressa Graziella Locci.

Attivissimi, con la loro caratteristica casacca gialla, i volontari dell’associazione “Siamo Noi” presieduta dal dottor Claudio Bodini, i quali da alcuni mesi garantiscono un servizio encomiabile soprattutto nella gestione degli incontri protetti tra ospiti e familiari.

Nel meraviglioso parco della Fondazione, all’ombra dei grandi alberi che offrono ombra e frescura, con accanto la bella statua della Madonnina che è particolarmente venerata nella cappella della struttura, è stato recitato il Santo Rosario meditato. E se i ragazzi della RSD attorniavano il Vescovo, gli ospiti della RSA, con accanto i loro operatori, seguivano la preghiera dalle grandi terrazze.

Prima di ogni decina, recitata da alcuni ospiti, sono stati letti ampi stralci del recente messaggio del Papa per la giornata dei nonni e degli anziani prevista per il prossimo 24 luglio. Un vero e proprio inno all’anzianità che non deve essere vissuta come una maledizione, ma come una vera e propria benedizione, una provocazione alla tenerezza, alla mansuetudine, alla capacità di accettare i propri limiti e di farsi aiutare dagli altri.

Il Vescovo Antonio, prima della benedizione, ha consegnato ai presenti un pensiero e una richiesta. “Di Maria non conosciamo la data di morte che in realtà è stato un addormentarsi in Dio mentre Gesù risorto la portava in Paradiso. Ma una cosa è certa Maria ha potuto invecchiare. Ella è una vedova che ha visto il suo Figlio morire in modo atroce e che quindi può capire il dolore di tante madri, di tante donne e di tante famiglie. Ma la cosa grande è che non è rimasta chiusa nel suo dolore, non si è fatta compatire, ma lei ha compatito, lei ha prolungato nei secoli la compassione del Figlio suo nei confronti degli altri. Ha fatto quello che Gesù le ha detto sulla Croce – ‘Donna ecco tuo figlio’ -, cioè è entrata nella casa di Giovanni prendendosi cura di lui. In un certo qual modo la casa dell’apostolo prediletto è diventata la casa di riposo di Maria. E da lì Maria ha aiutato gli apostoli a restare uniti, a ricordare le parole del suo Figlio Gesù”. L’anzianità della Madonna è stata dunque assai operosa e a partire da questo aspetto il Vescovo ha formulato la richiesta: “L’Opera Pia è in mezzo all’asilo nido e alla scuola materna da una parte e l’oratorio dall’altra. Ebbene se magari qualche volta urlano e danno fastidio non dite mai: ‘Zitti, date fastidio!’. Ma considerateli come vostri figli e nipoti: ve li affido! La vecchiaia diventa più bella quando vogliamo bene ai figli degli altri e il mondo diventa più bello quando viviamo anche per i figli degli altri. Si fanno meno guerre”.

Terminata la preghiera il Vescovo ha visitato i diversi nuclei della struttura intrattenendosi brevemente con i pazienti, particolarmente commossi e felici, poi si fermato qualche minuto ad un piccolo rinfresco organizzato per i volontari e i dipendenti.

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