Gardinali, “vero uomo di carità”
Celebrati un convegno di studio e una S. Messa in memoria del grande sacerdote a 80 anni dalla morte
Castelverde
16_01_2023: L’unità pastorale “Madonna della Speranza” e la Fondazione Redentore di Castelverde hanno degnamente onorato la figura di mons. Pietro Gardinali a ottant’anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 12 gennaio 1943. Il sacerdote, originario di Dosimo, fu parroco di Castagnino Secco dal 1895 al 1943 e nel 1902, grazie al supporto di laici illuminati come il possidente e benefattore Primo Ferrari e il medico condotto il dottor Ercolano Cappi, fondò l’Opera Pia accogliendo all’inizio diciassette malati cronici del territorio.
Diversi gli appuntamenti pubblici dedicati a questo prete che passò quasi tutta la sua vita sacerdotale nella comunità di S. Archelao che già godeva di grande prestigio – fu Bonomelli a definirla “giardino della diocesi” – e che lui riuscì ancora di più a far rifiorire.
Giovedì 12 gennaio, alle ore 21, nella chiesa di Archelao si è tenuto un piccolo convegno di studi con interventi del dottor Giampiero Goffi, già caporedattore del quotidiano “La Provincia” e appassionato di storica locale, e dal prof. Matteo Morandi, docente universitario ed esperto della storia civile e religiosa di Castelverde. Purtroppo all’ultimo momento il dottor Goffi non ha potuto presenziare alla serata, ma ha comunque inviato il suo intervento che è stato sintetizzato dal prof. Morandi.
A Goffi è stato affidato il compito di illustrare il tempo storico in cui ha operato mons. Gardinali, in modo particolare ha evidenziato l’opera sociale di mons. Bonomelli, che ordinò don Pietro il 21 dicembre 1889 nella sua cappella privata del Palazzo Vescovile, e che lo mandò a soli 29 anni parroco a Castelverde e a seguire l’episcopato di mons. Giovanni Cazzani che sempre seguì e guardò con ammirazione questo intrepido e instancabile uomo di carità.
Il prof. Morandi ha delineato il lavoro pastorale compiuto da Gardinali a Castagnino sottolineando oltre la sua grande abilità in campo economico anche la sua capacità di pacificatore tra le diverse fazioni: il precedente parroco, infatti, don Agostino Mondini, un intransigente in campo politico – avverso ciò all’unità di Italia – aveva spaccato il paese in due con grave detrimento della vita comunitaria. Gardinali seppe dialogare con tutti e riportare la pace e la concordia oltre che impegnarsi in tanti campi della pastorale, compresa quella giovanile. Il suo grande merito fu, senza dubbio, la fondazione dell’Opera Pia grazie anche alla collaborazione di numerosi laici appartenenti alla San Vincenzo parrocchiale.
La serata introdotta dal parroco don Giuliano Vezzosi e dal presidente della Fondazione Redentore, don Claudio Rasoli è stata impreziosita da brani musicali dell’epoca di mons. Gardinali – tra di essi l’inno a S. Archelao – proposti all’organo dal maestro Giorgio Scolari e alla tromba dal maestro Giuseppe Riccucci.
Vivi ringraziamenti sono stati espressi al termine dell’incontro dal sindaco di Castelverde, dottoressa Graziella Locci, presente insieme a buona parte della giunta comunale.
Apprezzato anche il quadro di monsignore solitamente esposto nella sala del consiglio di amministrazione dell’Opera Pia e collocato ai piedi del presbiterio. L’olio su tela è opera di un pittor bergamasco particolarmente bravo a dipingere ritratti e paesaggi, Ernesto Piacentini (1867 – 1954).
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Domenica 15 gennaio, alle ore 10.30, nella chiesa di S. Archelao è stata celebrata una solenne Eucaristia in suffragio di mons. Gardinali. A presiedere il sacro rito, accompagnato dalla schola cantorum parrocchiale, è stato invitato mons. Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, già sacerdote cremonese esperto di storia locale.
Oltre al presule hanno concelebrato il parroco don Vezzosi, mons. Carlo Rodolfi, già presidente dell’Opera Pia e già prevosto di Castelverde e don Giorgio Ceruti, ex parroco di Costa S. Abramo ed ex consigliere di amministrazione della Fondazione.
Nell’omelia mons. Perego ha ricordato che il grande e innovativo spirito caritativo di mons. Gardinali nasceva da un grande amore per l’Eucaristia. Il presule ha ricordato anche l’impegno del sacerdote per le giovani generazioni: creò un circolo giovanile primo passo per la costituzione dei diversi rami di Azione Cattolica, curò la formazione spirituale delle famiglie, educò i giovani a coniugare impegno religioso con quelli politico e sociale.
L’arcivescovo ha avuto parole di elogio per questa commemorazione: “Il ricordo – ha rimarcato – di quanti, come mons. Gardinali, in mezzo a un contesto non facile, sono stati capaci di recuperare la dignità delle persone, dei poveri e degli ultimi in particolare, e con piccoli o grandi gesti hanno scelto la solidarietà, il perdono e la fraternità – come ci ha ricordato Papa Francesco nell’enciclica Fratelli TUTTI – fa bene alla comunità: ‘fa molto bene fare memoria del bene’”.
Subito dopo la Messa clero e autorità si sono spostati al cimitero locale per la benedizione della tomba di mons. Gardinali, sepolto insieme ai suoi genitori e anche per una preghiera dinanzi al loculo dove riposano le ceneri di Valerio Farina, giovane presidente dell’Opera Pia mancato giovanissimo a causa di una malattia che non perdono.
Da segnalare la piccola mi significativa mostra fotografia su mons. Gardinali esposta nell’atrio di ingresso dalla RSA della Fondazione.
Ulteriori celebrazioni dedicato a mons. Gardinali si svolgeranno nei prossimi mesi, soprattutto in Opera Pia.
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