Il Papa: “Sempre possibile curare”

Il messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale del Malato che anche nella nostra struttura celebreremo  l’11 febbraio prossimo, memoria di Nostra Signora di Lourdes. In quell’occasione sarà amministrato il sacramento dell’unzione degli infermi

Castelverde 05_01_2022  Venerdì 11 febbraio 2022 si celebrerà anche nella nostra struttura la Giornata Mondiale del Malato. La ricorrenza, voluta da trent’anni fa da San Giovanni Paolo II nella memoria di Nostra Signora di Lourdes, sarà vissuta con la recita del Santo Rosario secondo lo stile del santuario francese, la Santa Messa con – se sarà possibile a causa della pandemia – l’amministrazione dell’unzione degli infermi a tutti gli Ospiti.

Per l’occasione Papa Francesco ha diffuso un accorato messaggio che diventa, per tutti coloro che hanno a che fare con malati, anziani e disabili una grande occasione di riflessione: “Il vostro servizio accanto ai malati, svolto con amore e competenza – esordisce il Pontefice -., trascende i limiti della professione per diventare una missione. Le vostre mani che toccano la carne sofferente di Cristo possono essere segno delle mani misericordiose del Padre. Siate consapevoli della grande dignità della vostra professione, come pure della responsabilità che essa comporta”.

Apprezzando “i progressi che la scienza medica ha compiuto soprattutto in questi ultimi tempi”, il Santo Padre sottolinea che “le nuove tecnologie hanno permesso di approntare percorsi terapeutici che sono di grande beneficio per i malati; la ricerca continua a dare il suo prezioso contributo per sconfiggere patologie antiche e nuove; la medicina riabilitativa ha sviluppato notevolmente le sue conoscenze e le sue competenze”. “Tutto questo, però, non deve mai far dimenticare la singolarità di ogni malato, con la sua dignità e le sue fragilità”.

Nelle parole di Francesco la consapevolezza che “il malato è sempre più importante della sua malattia, e per questo ogni approccio terapeutico non può prescindere dall’ascolto del paziente, della sua storia, delle sue ansie, delle sue paure”. “Anche quando non è possibile guarire, sempre è possibile curare, sempre è possibile consolare, sempre è possibile far sentire una vicinanza che mostra interesse alla persona prima che alla sua patologia”. Quindi, l’auspicio che “i percorsi formativi degli operatori della salute siano capaci di abilitare all’ascolto e alla dimensione relazionale”.

Leggi il discorso integrale di Papa Francesco

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